Le Nazioni Unite rafforzano il riconoscimento internazionale dell’economia sociale e solidale e invitano gli Stati a tradurlo in politiche capaci di sostenerne concretamente lo sviluppo. È questo il messaggio che emerge dal nuovo rapporto del Segretario generale “Promoting the social and solidarity economy for sustainable development”, presentato all’Assemblea generale in attuazione della Risoluzione 79/213. Il documento ricostruisce i progressi compiuti negli ultimi anni e individua le condizioni necessarie perché il settore possa contribuire pienamente agli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Il rapporto conferma una concezione ampia dell’economia sociale e solidale. Ne fanno espressamente parte le cooperative, accanto ad associazioni, mutue, fondazioni e imprese sociali. Al di là delle diverse forme organizzative, il tratto comune risiede nella prevalenza delle persone e della finalità sociale sul capitale, cui si affiancano autonomia, cooperazione volontaria e forme di governance democratica e partecipativa.
Negli ultimi anni questo modello ha trovato sempre più spazio nelle politiche pubbliche. Il rapporto registra l’adozione, in diversi Paesi, di normative, strategie nazionali e programmi dedicati, ma rileva una distanza ancora considerevole tra il riconoscimento formale dell’economia sociale e l’effettiva capacità delle misure adottate di sostenerne lo sviluppo. L’attenzione delle Nazioni Unite si concentra, pertanto, sulla capacità di rendere operative le politiche già adottate, definendo con maggiore chiarezza le responsabilità istituzionali e assicurando alle organizzazioni del settore un coinvolgimento effettivo nella loro elaborazione.
Tra le questioni principali figura l’accesso alle risorse finanziarie. Se da un lato negli ultimi anni sono aumentati gli interventi pubblici e le iniziative promosse dalle istituzioni finanziarie internazionali, dall’altro restano meno diffusi i meccanismi costruiti sulle specificità delle organizzazioni dell’economia sociale e sulle caratteristiche dei diversi modelli che vi rientrano. A questa carenza si aggiunge una conoscenza ancora parziale degli effetti dei finanziamenti: le informazioni disponibili non consentono sempre di individuare con precisione i beneficiari raggiunti né di valutarne i risultati.
Il documento richiama inoltre la necessità di inserire l’economia sociale in maniera più organica nelle politiche settoriali, evitando di circoscriverne il ruolo ai soli programmi espressamente dedicati. Il suo contributo attraversa, infatti, ambiti diversi dell’azione pubblica, dal lavoro all’abitazione e ai servizi di interesse generale. Ne deriva una prospettiva nella quale l’economia sociale entra a pieno titolo nelle politiche di sviluppo e nelle risposte alle trasformazioni economiche e sociali.
La disponibilità di dati affidabili e comparabili rappresenta un’altra condizione essenziale. Le attuali lacune statistiche rendono difficile definire con precisione le dimensioni dell’economia sociale e misurarne il contributo. Una base informativa più solida consentirebbe non soltanto di restituire una rappresentazione più accurata del settore, bensì di orientare le politiche pubbliche sulla base di evidenze più consistenti.
Nel contesto europeo, il rapporto richiama il percorso avviato con il Piano d’azione per l’economia sociale. La ricognizione delle Nazioni Unite evidenzia l’attuazione della maggior parte delle 63 azioni previste e il sostegno assicurato attraverso la politica di coesione e InvestEU. L’esperienza europea viene richiamata come espressione di un approccio che affianca al riconoscimento dell’economia sociale strumenti di sostegno e interventi dedicati, in linea con la direzione indicata dal rapporto per rafforzarne l’integrazione nelle politiche pubbliche.
Il rapporto sarà al centro dell’incontro “Advancing the Social and Solidarity Economy”, in programma il 25 settembre a New York durante la settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La presentazione offrirà l’occasione per discutere i risultati raggiunti e le prospettive della cooperazione internazionale sull’economia sociale, anche nell’ambito del Group of Friends of the Social and Solidarity Economy.